3D-Bioprinting: la chiave tra medicina rigenerativa e bioingegneria

La Sapienza - Università | 09.11.2018

Cosa sono esattamente la stampa tridimensionale e il Bioprinting?” una domanda che ha trovato risposta durante la giornata del 9 Novembre 2018 durante l’evento “3D – Bioprinting: la chiave tra medicina rigenerativa e bioingegneria” tenutosi nella più grande università europea – la Sapienza.
Evento ideato per coinvolgere tutti gli studenti al fine di divulgare l’utilizzo della stampa tridimensionale nonostante venga utilizzata già da oltre 20 anni.

L’iniziativa, maturata da un gruppo di studenti del MovimentoApartitico “Fenix – Vento di Cambiamento”, si è svolta presso la Sala Conferenze della Facoltà di Economia di Latina. L’apertura del Convegno, dapprima data dal saluto delle autorità, quali la Professoressa Antonella Calogero – Presidente del Corso di Laurea di Farmacia e Medicina – e il Professore Giuseppe Bonifazi – Direttore del Ce.R.S.I.Te.S – si è successivamente divisa in due importanti sessioni: nel primo tempo, lo scopo è stato quello di rendere note le attuali applicazioni mediche; nel secondo tempo, invece, la visione verso un approccio inedito, quello del Bioprinting.

Il Professore Donato Vittore – Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Radiodiagnostica e Fisioterapia – da subito riceve l’attenzione degli studenti universitari, non solo mostrando dei modelli anatomici da lui costruiti, ma anche il racconto della continua ricerca personale tesa tra il proprio passato – quale la storia di una realizzazione 3D di segmenti ossei e articolazioni–fino al nostro presente –come la presentazione di vari trattamenti chirurgici secondo un planning operatorio su misura per il paziente (i cosiddetti “custom made”).

Tutti quanti noi abbiamo sentito parlare almeno una volta di stampanti 3D , ovvero stampanti in grado di produrre e replicare oggetti fisici mediante tecnologia additiva, comela modellazione a disposizione fusa (FDM), la stereolitografia (SLA), la Selective Laser Melting (SLM)

 

così prende parola l’ Ing. Dott. Alessandro Pasqualini aprendo anche lui una finestra sul presente dei metodi di acquisizione come la scannerizzazione, la TAC nonchè applicazioni come protesi in titanio e cobalto.

Dunque, se attualmente le protesi in uso sono sviluppate grazie ai materiali sopra definiti, un possibile e nuovo supporto è offerto dall’innesto delle cellule staminali, protagoniste del discorso tenuto dal Professore Ordinario di Istologia de “La Sapienza” Clara Nervi. L’ Ematologa ha posto l’accento sia sul che cosa sono queste ultime, descrivendole anche nei vari esperimenti della storia della medicina, sia sui  vantaggi che ne derivano da una medicina personalizzata per il paziente, nei casi di trapianto e le problematiche relative al rigetto.

“Davvero è possibile utilizzare cellule staminali e altri composti organici per riprodurre artificialmente tessuti, vasi sanguigni e organi ?” tale interrogativo si è prestato ad essere il focus della seconda sessione del Convegno, coinvolgendo come primi gli esperti Roberto Rizzi e Fabio Maiullari. La generazione e l’applicazione di cellule iPS (staminali pluripotenti indotte) nella rigenerazione cardiaca è stato l’oggetto di studio di Roberto Rizzi, Ricercatore del CNR, IBCN (Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del centro nazionale di ricerca). Argomento approfondito poi da Fabio Maiullari, il Ricercatore della FGPS (Fondazione Giovanni Paolo II) nella generazione di organi e tessuti per la sperimentazione di terapie specifiche, tali da sostituire non solo i test farmacologici sugli animali, ma anche indagini invasive su pazienti affetti da mutazioni genetiche, tra gli esempi, il caso di melanoma.

A seguito, di queste parole, è stata definita cosi la nuova prospettiva, del Bioprinting, come la chiave della medicina rigenerativa che, attraverso l’uso di materiali compatibili con la vita e con l’ ambiente biologico dell’ organismo umano, si pone di aprire una nuova collaborazione tra la ricerca medica e la bioingegneria.A tal proposito, seppur non fisicamente presenti, hanno ad ogni modo collaborato, attraverso video presentazioni, figure importanti del presente contesto scientifico, come:

  • Energy Group – dal 1995 è un’ azienda del gruppo THE3DGROUP, il più grande gruppo italiano per l’innovazione digitale 3D e l’industria 4.0 in esempi di applicazioni più avanzate della stampa in 3D di Stratasys nel migliorare la diagnosi e la pianificazione chirurgica;
  • Dr. Lelio Leoncini, Specialista in Medicina fisica e Riabilitazione, che dal 2014 sperimenta corsetti ortopedici tridimensionali ai fini della scoliosi neuromuscolare. Attualmente lavora per la realizzazione di un nuovo ring di acquisizione finalizzato alla produzione di protesi estetiche di arti ed esoscheletri;

Bruno Lenzi, divulgatore scientifico e fondatore della Open Biomedical Initiative, grazie a questa iniziativa non profit globale ha sensibilizzato gli studenti nella sua video proiezione de “La stampa 3d negli aiuti umanitari”. Tale progetto ha marcato la distribuzione di tecnologie biomedicali low-cost verso l’uso di moderne tecnologie per migliorare la qualità di vita.

IngegneriaBiomedica.org, network divulgativo italiano e portale di ispirazione per la realizzazione dell’iniziativa.


Ringraziamo Noemi Maria Giorgiano per la partecipazione all’evento e per aver permesso la diffusione delle tematiche qui affrontate.


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