Definizione di Ingegneria Biomedica

La pratica dell’ingegneria biomedica ha una lunga storia. Uno dei primi esempi è una protesi di alluce in legno e pelle trovata su una mummia egiziana di 3000 anni fa. Si è evoluta nel corso degli anni in risposta ai progressi della scienza e della tecnologia. Nel corso della storia, gli esseri umani hanno realizzato dispositivi sempre più efficaci per diagnosticare e curare malattie e per alleviare, riabilitare o compensare disabilità o lesioni.
L’ingegneria di per sé è un campo innovativo, l’origine delle idee che portano a tutto, dalle automobili all’aerospaziale, dai grattacieli ai sonar e molto altro.

La bioingegneria, per definizione, è l’applicazione dei principi e delle tecniche dell’ingegneria alla biologia e alla medicina.
L’ingegneria biomedica è un’area specifica della bioingegneria che applica tali principi e tecniche alla salute umana e al settore sanitario.

La differenza principale: ampiezza del campo

L’ingegneria biomedica, più nello specifico, si concentra sui progressi che migliorano la salute umana l’assistenza sanitaria a tutti i livelli: ad oggi è entrata nella nostra quotidianità attraverso diverse aree applicative, dalla proliferazione di dispositivi medici impiantabili, come pacemaker ed arti artificiali, a nanotecnologie come l’ingegneria delle cellule staminali e la stampa 3D di organi biologici, passando per dispositivi diagnostici e di monitoraggio, fino all’utilizzo più futuristico dell’intelligenza artificiale per applicazioni biomediche.
Il ruolo dell’ingegnere biomedico si differenzia dalle figure professionali ingegneristiche in quanto non solo richiede una profonda conoscenza dei principi biologici, dai più noti alle più recenti scoperte, ma anche solide basi sui processi di progettazione ingegneristica come aspetti dell’ingegneria meccanica, ingegneria elettronica, ingegneria chimica, scienza dei materiali, chimica pura, matematica ed informatica. Tutti questi aspetti sono integrati con la biologia umana per migliorare la salute in tutti gli aspetti.
Per questo motivo l’ingegnere biomedico diventa anche l’interprete generale che conosce la lingua sia dell’ingegneria sia della medicina dovendo lavorare spesso con una vasta gamma di professionisti, che spaziano da altre branche ingegneristiche fino al personale del mondo healthcare: da scienziati di laboratorio, a medici ed infermieri.

Protesi e Organi Artificiali nell'Ingegneria Biomedica

Da puntualizzare il fatto che un Ingegnere Biomedico non può svolgere il lavoro del medico o del biologo ma applica le conoscenze ingegneristiche sul mondo medico e biologico e può gestire in prima persona i dispositivi in campo medico all’interno di una struttura ospedaliera o ambulatoriale, ad esempio assistendo il chirurgo nell’impianto di una protesi specifica.
Inoltre, la diversità degli argomenti trattati permette al bioingegnere e all’ingegnere biomedico una grande flessibilità ed adattabilità anche nel campo di specializzazione degli altri ingegneri industriali o dell’informazione.

Se vuoi conoscere meglio cosa è in grado di fare un ingegnere biomedico, visita la pagina sulle Professioni dell’Ingegnere Biomedico

Cosa studia l’ingegneria biomedica?

Quando si entra in una disciplina ingegneristica si deve avere un forte interesse per la scienza e la matematica basi fondamentali al fine di risolvere problemi di natura altamente tecnica.

Per l’ingegneria biomedica bisogna essere disposti ad aggiungere a queste due materie, le scienze della vita e le conoscenze mediche, necessarie per capire il funzionamento dei sistemi biologici e risolverne gli eventuali problemi: è richiesta dunque la volontà di estendere le proprie conoscenze anche a queste altre aree, non prettamente tecnologiche, proprio per via della natura interdisciplinare dell’ingegneria biomedica.

Le moderne scienze della vita hanno sempre più bisogno dell’utilizzo delle più recenti tecnologie nel loro approccio alla conoscenza fondamentale e all’industria biomedica, considerata ormai una delle industrie più all’avanguardia. L’output di queste industrie dona beneficio direttamente alla salute ed al benessere delle persone e quindi l’ingegnere biomedico è spesso attratto da questa componente umanistica e dalla tecnologia avanzata.

Gli esempi sono generosi e non si limitano alle ormai note “artroprotesi” e dispositivi come pacemaker e defibrillatori cardiaci impiantabili, ma anche impianti di sostituzione di valvole cardiache, imaging biomedico per l’aiuto alla diagnosi attraverso classificatori di immagini, nuovi sistemi di somministrazione di farmaci e pelle di ingegneria tessutale utilizzata per l’innesto e molto altro ancora. Molti dispositivi ormai utilizzano anche l’intelligenza artificiale per ottimizzare i propri processi o risultati, come ad esempio sta accadendo per antibiotici e vaccini.

Se questi argomenti e applicazioni ti interessano e ti piace la sfida di lavorare su problemi orientati alla salute delle persone, allora l’Ingegneria Biomedica potrebbe fare per te.

Abbiamo approfondito, nella pagina degli Atenei Italiani, tutti i piani di studio, triennali e magistrali, delle università italiane che offrono un percorso formativo in ambito biomedico o affine.

Il miglior percorso di studi per un Ingegnere Biomedico

È meglio optare per una laurea in ingegneria biomedica triennale e magistrale o perseguire una laurea in ingegneria tradizionale seguita da una laurea specialistica in ingegneria biomedica?
Questa è una domanda che viene posta frequente perché l’ingegneria biomedica ha un programma di laurea che accomuna molte ingegnerie “tradizionali” anche se la sua offerta formativa sta pian piano crescendo tra le università.
Non c’è una risposta semplice in quanto entrambi gli approcci sono abbastanza comuni e ogni studente ha una serie di bisogni diversi. In altre parole, entrambi gli approcci sono fattibili e sarà solo l’alunno decidere cosa è meglio per sé.

In generale, scegliere una triennale in ingegneria tradizionale per poi intraprendere una magistrale in ingegneria biomedica, significa dover recuperare dei crediti formativi che gli altri ambiti ingegneristici non offrono, come anatomia e fisiologia. Inoltre la triennale dovrebbe poter dare le basi per comprendere correttamente le materie specialistiche. Per cui, se non ci sono motivi particolari e si è sicuri di proseguire con un percorso di specialistica in ingegneria biomedica, è consigliata una triennale nella stesso campo.

Il corso di laurea in ingegneria biomedica è spesso un trampolino di lancio per continuare gli studi sia in campo biomedico sia in altre discipline ingegneristiche e/o mediche. Oppure molti studenti si rivolgono direttamente alle industrie o aziende dove poter realizzare e produrre prodotti biomedici. I laureati in ingegneria biomedica portano, ad un eventuale datore di lavoro, una conoscenza interdisciplinare unica delle scienze della vita e delle capacità di progettazione e analisi ingegneristica.


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  1. UBC Department of Chemical and Biological Engineering ↩︎