Dopo la chiusura delle Olimpiadi invernali, Milano Cortina è pronta ad ospitare finalmente anche i Giochi Paralimpici invernali, dal 6 al 15 marzo 2026. Sci alpino e di fondo, biathlon paralimpico, para ice hockey, snowboard paralimpico, curling in carrozzina: l’unicità di ogni disciplina richiama più che mai la cura tecnologica dell’ingegneria biomedica.
International Paralympic Committee: fil rouge tra ricerca e sport paralimpici
Lo sport per atleti con disabilità esiste da più di un secolo, ma la sua vera evoluzione si ha solo dopo la Seconda Guerra Mondiale – grazie al neurologo tedesco Ludwig Guttmann. Da semplice strumento riabilitativo per i veterani di guerra e i civili feriti, si è trasformato prima in attività ricreativa, e infine nello sport competitivo di alto livello che celebriamo oggi. Il successo dei primi Giochi Paralimpici tenutisi a Roma nel 1960 ha segnato poi l’inizio di organizzazioni internazionali (ISMGF, ISOD, CPISRA, IBSA) confluite nel 1989 nell’organo globale che oggi guida il Movimento Paralimpico Internazionale, ovvero il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC).1

L’identità inclusiva dei Giochi Paralimpici è espressa anche dal suo simbolo, l’Agitos (dal latino “agito”, mi muovo), introdotto per la prima volta durante la cerimonia di chiusura dei Giochi Paralimpici di Atene nel 2004. La dinamicità armonica dei tre elementi equidisposti rappresenta la forza inarrestabile degli atleti paralimpici: è simbolo di coraggio, determinazione e avanguardia. I colori, rosso, blu e verde, sono quelli più rappresentati nelle bandiere nazionali: l’Agitos è portavoce anche di un messaggio di uguaglianza (Figura 1).
Un organo fondamentale all’interno del Comitato Paralimpico Internazionale è il Dipartimento di Medicina e Scienze, che tutela la salute, il benessere e le necessità dell’atleta paralimpico. Questo organo fa da trait d’union tra gli stakeholder del Movimento Paralimpico e l’ambiente accademico. Infatti, alla base delle performance sportive è necessario classificare equamente gli atleti in base al grado di disabilità, monitorare gli infortuni durante i Giochi, e promuovere la ricerca nel campo della biomeccanica per dare vita alla strumentazione più adatta. Per stimolare gli studi nel campo della medicina dello sport, l’IPC premia i ricercatori con il premio IPC Scientific Award. In questa cornice, l’ingegneria biomedica trova la sua massima espressione.
Ingegneria sugli sci: oltre il limite fisico
Per riuscire a caratterizzare i dispositivi protesici usati nei giochi paralimpici è necessario studiare la biomeccanica del movimento. Di seguito esploreremo come l’ingegneria biomedica possa contribuire alla classificazione degli atleti paralimpici, all’analisi precisa dei parametri cinetici (carichi assiali, momenti articolari e mobilità multi-assiale) e alla progettazione di interfacce protesiche capaci di elevare le prestazioni fisiche. Nello specifico, focalizziamo la nostra attenzione sul contributo dell’ingegneria biomedica per lo sviluppo di nuovi metodi di classificazione degli atleti paralimpici in alcuni degli sport in gara.
L’obiettivo resta ottimizzare le metodologie di allenamento e perfezionare l’integrazione biomeccanica tra
l’atleta e il dispositivo, traducendo il movimento in un gesto sportivo fluido e completamente efficiente.
Sci alpino e sci di fondo paralimpici
Gli atleti competono per sciare lungo pendii caratterizzati da coppie di pali (i.e., porte) raggiungendo fino ai 100 km/h. Gli atleti sono suddivisi in tre categorie in base al tipo e al grado di disabilità (Figura 2(A-C)).
Sitting
Rientrano in questa categoria gli atleti che hanno subito una paraplegia oppure doppia amputazione. L’equipaggiamento prevede un monoski (i.e., un guscio montato su un unico sci tramite un ammortizzatore) e degli stabilizzatori (i.e., outriggers, le racchette modificate con piccoli sci montati in basso).

Standing
In questo caso gli atleti con disabilità agli arti inferiori competono su entrambi gli sci usando delle protesi, oppure su uno sci aiutandosi con gli stabilizzatori.

Standing e visually impaired
L’atleta affetto da cecità – o ipovedente – è guidato da un esperto di sci, posizionato alle sue spalle e posto a una distanza ben definita. L’interazione tra i due avviene tramite cuffie bluetooth.

In realtà, in ogni categoria si ha un’ulteriore raggruppamento in classi che indicano l’impatto funzionale che la disabilità ha sulle prestazioni sciistiche. Ad esempio, per gli atleti paralimpici in sitting, le classi sono LW10, LW11 e LW12. L’assegnazione avviene grazie ad un punteggio da 0 (nessuna funzione, test impossibile) a 3 (funzione normale) al Board Test, una successione di sei test fatti su una tavola piana in cui si verifica la forza degli arti superiori, l’equilibrio da seduti e la stabilità del tronco.

I ricercatori del Japan Institute of Sports Sciences e dell’Università di Tokyo hanno quantificato su tre atleti paralimpici medagliati, tramite sensori di misura inerziali (IMU), il grado di limitazione fisica del tronco. Hanno osservato che questo incide sulla meccanica della curva nello sci alpino da seduti (Figura 3): c’è una riduzione proporzionale della flessione laterale che porta ad un minore angolo di spigolo (parametro che determina il raggio minimo della curva condotta) e ad un carico inferiore nella seconda metà della virata. Per la classificazione, la cinematica calcolata potrebbe risultare più significativa dell’elettromiografia, i cui risultati presentano un’elevata variabilità e non mostrano differenze significative tra le classi.2
In uno studio successivo, gli stessi autori hanno approfondito la validità della classificazione corrente basata sul Board Test ampliando il campione a dieci atleti paralimpici (Figura 4). Sfruttando ancora una volta i sensori di misura inerziali, uniti a risonanza magnetica a 3T, i ricercatori hanno dimostrato che il range di movimento (ROM) della colonna vertebrale sulla neve supera quello misurato a terra. Questo avviene grazie al contributo fisico della forza centripeta, che induce un movimento passivo del tronco eccedendo il range di movimento attivo dell’atleta. Il ROM valutato a terra dunque non riflette le reali condizioni su neve: gli autori hanno proposto un protocollo di misura complementare, in cui l’atleta viene posizionato nel proprio monoski su superficie piana e inclinato lateralmente reggendo gli outrigger, così da rappresentare la condizione di gara.3

Oltre alla classificazione, i dati cinematici potrebbero aiutare a progettare anche potenziali gusci su misura, capaci di compensare così il deficit motorio dell’atleta.
Para Biathlon
Il Para Biathlon deriva dalla sinergia tra la resistenza dello sci di fondo in tecnica libera (su distanze dai 7,5 ai 12,5 km) e la precisione del tiro al bersaglio. Tra un anello di sci e l’altro, gli atleti si fermano al poligono per colpire cinque bersagli situati a una distanza di 10 metri (Figura 5).4
Per gli atleti ipovedenti, il fucile da 5 colpi si trasforma in un sistema di biofeedback elettroacustico: dotato da occhiali elettroacustici, esso permette all’atleta di mirare il bersaglio percependo la distanza in base alla frequenza del suono.
Dal punto di vista strutturale, l’interfaccia con la neve è affidata a sci ultraleggeri in fibra di vetro e presenta una scanalatura al centro per mantenere lo sci dritto durante la discesa. Nelle categorie sedute, inoltre, il sit-ski sfrutta le cinture di sicurezza come veri e propri vincoli meccanici per trasferire tutta la potenza del tronco alla slitta.

I ricercatori di diverse università europee5 hanno analizzato a fondo la biomeccanica del biathlon su atleti olimpici normodotati, confermando che l’intenso sforzo cardiovascolare sugli sci altera la stabilità dell’atleta durante la fase di tiro. I dati cinematici mostrano che la fatica muscolare fa aumentare fino al 50% l’oscillazione del corpo e del fucile (il cosiddetto “sway antero-posteriore”), minacciando la precisione nei decisivi secondi prima dello sparo. Tuttavia gli atleti attuano un disarmante controllo psicofisiologico:
- Sincronizzazione cardiaca: gli atleti imparano a premere il grilletto esattamente durante la diastole, evitando che la vibrazione del battito cardiaco si trasmetta all’arma.
- Efficienza neurale: i biatleti riescono a “silenziare” le aree analitiche del cervello. Aumentano l’attività delle onde theta per concentrarsi esclusivamente sul bersaglio, e non più sul movimento, prolungando il tempo di mira visiva.
Ottobock: il colosso protesico tra i partner ufficiale dei Giochi

Dietro le prestazioni degli atleti paralimpici ci sono industrie ortopediche che lavorano costantemente sull’innovazione dei materiali. Una delle presenze più forti tra le aziende partner dei Giochi è rappresentata da Ottobock, azienda tedesca e partner ufficiale del Comitato Paralimpico Internazionale dal 1988 (Figura 6).
Per supportare ulteriormente le prestazioni degli atleti, nei tre Villaggi Paralimpici di Milano, Predazzo e Cortina, Ottobock ha allestito dei Service Office che funzionano proprio come i pit stop della Formula 1: i tecnici sono pronti ad offrire supporto, riparazione e manutenzione gratuita su carrozzine, protesi, ortesi e attrezzature sportive di qualsiasi brand.6 Tra le tecnologie all’avanguardia presente nei Giochi ci sarà il loro Sistema ProCarve.
Sistema ProCarve: una protesi composita per lo sport
Il sistema ProCarve è una protesi composita. L’articolazione di ginocchio protesica (3R2) e il piede protesico (1E2 – oppure la versione irrigidita 1E2=1) sono un perfetto connubio per garantire la fluidità nei movimenti tipica dello sci e dello snowboard, supportando gli atleti con un peso corporeo fino a 100 kg.7 (Figura 7). L’articolazione del ginocchio può essere sbloccata in modo da permettere la facile seduta, mentre il piede protesico si collega direttamente all’attacco degli sci oppure ad un guscio che si adatta gli scarponi da snowboard.
Nello specifico, la struttura integra sistemi di ammortizzazione regolabili di tipo pneumo-idraulico per simulare i movimenti propri del muscolo quadricipite (i.e., flessione ed estensione) e assorbire le forze d’urto durante la performance atletica.
L’utente, in base alla tipologia dello sport e al proprio peso specifico, riesce semplicemente a regolarla. Infatti la molla pneumatica, costituita da un cilindro con all’interno aria compressa, assicura la resistenza adatta durante la flessione quando l’atleta atterra da un salto oppure quando imposta una curva in curving. La sua rigidezza si regola tramite una pompa ad alta pressione.

Il sistema idraulico, fatto di un fluido che scorre attraverso delle valvole, agisce come uno smorzatore, accompagnando il ritorno elastico della molla pneumatica nella fase estensiva. L’ammortizzazione della estensione si regola direttamente sulle valvole idrauliche con una chiave a brugola8 (Figura 8).

L’inclusività oltre la competizione sportiva: STAI2
Milano Cortina 2026 si prepara così a valorizzare la disabilità di ogni atleta paralimpico la cui performance è sostenuta grazie alle innovazioni protesiche in ambito ingegneristico. Tuttavia, l’impatto dei Giochi Paralimpici di quest’anno, in realtà, è enfatizzato grazie anche al progetto STAI2 – Servizi per un turismo accessibile e inclusivo si colloca nel panorama dell’azione “Accessibilità Milano Cortina”, coordinata dalla Provincia di Pavia in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026 e dei territori ospitanti i Giochi.
Il progetto STAI2 ha come obiettivo la trasformazione dell’evento sportivo in un’esperienza universale, sensibile e inclusiva anche per gli spettatori ciechi e ipovedenti.
Tra i principali interventi previsti durante la settimana sportiva in presenza e da remoto, sarà presente un servizio di audiodescrizione, rivolto a persone cieche e ipovedenti, che consentirà loro di seguire con descrizioni puntuali la Cerimonia di apertura e di chiusura e le competizioni previste dai Giochi. Inoltre, a questo si affiancano il servizio di interpretariato in Lingua dei Segni Italiana (LIS) per le persone con disabilità uditiva e la realizzazione degli Spazi di Quiete, ambienti protetti pensati invece per le persone con disabilità intellettiva o con particolari sensibilità sensoriali.9
Ciò che avvalora la realizzazione di ogni singolo servizio è il coinvolgimento diretto delle associazioni maggiormente rappresentative di persone con disabilità (e.g. ENS, LEDHA, UICI, ANFFAS, ANMIC Lombardia). Queste, portavoce delle reali esigenze delle proprie comunità, hanno contribuito tanto nelle fasi di co-progettazione quanto nella verifica delle soluzioni adottate per far vivere pienamente il tanto atteso evento sportivo senza alcun barriera.
Conclusioni
I Giochi Paralimpici seguono con continuità le Olimpiadi, mantenendo pur sempre una propria unicità: al di là dell’impatto mediatico, sono capaci di ridefinire lo sport come motore di inclusione e innovazione scientifica. La continua spinta alla ricerca nel campo della medicina dello sport è supportata principalmente dal Comitato Internazionale Paralimpico e si alimenta grazie alle applicazioni condotte dall’ingegneria biomedica. Dall’analisi dei dati cinetici alla realizzazione pratica della strumentazione protesica, l’ingegneria biomedica pone al centro l’identità dell’atleta con disabilità, valorizzando il suo potenziale e la sua forza resiliente. Grazie al suo contributo, la performance sportiva ridefinisce così nuove possibilità.
- International Paralympic Committee – Paralympics History ↩︎
- Journal of Sports Science and Medicine – The Influence of Trunk Impairment Level on the Kinematic Characteristics of Alpine Sit-Skiing: A Case Study of Paralympic Medalists ↩︎
- Health Science Reports – Comparative Study on Trunk Range of Motion in Land Balance Tests and Snow Skiing: Implications for Para-Alpine Sit-Ski Performance: A Cross Sectional Study ↩︎
- The Biathlon Family – About Para Biathlon ↩︎
- ScienceDirect – The influence of physiobiomechanical parameters, technical aspects of shooting, and psychophysiological factors on biathlon performance: A review ↩︎
- Ottobock. – Passione per le Paralimpiadi e Innovazione in Movimento ↩︎
- Ottobock. – Piede ProCarve ↩︎
- Ottobock. – Manuale di Istruzione per l’uso ↩︎
- Provincia di Pavia – Milano Cortina 2026: approccio inclusivo e opportunità per il territorio grazie al Progetto STAI 2 ↩︎




