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Nasce Industrial Bioengineering a Napoli: intervista al Prof. Paolo Netti

La Scuola Politecnica e delle Scienze di Base (SPSB) ha comunicato ufficialmente l’apertura del nuovo Corso di Laurea Magistrale in “Industrial Bioengineering” presso l’Ateneo federiciano: il Prof. Paolo Antonio Netti, fautore del progetto insieme ad altri esponenti di rilievo della Scuola, ha acconsentito con piacere a rilasciare un’intervista video allo staff di IngegneriaBiomedica.org.

 

Da sempre, la SPSB, struttura cardine a cui i settori tecnico-scientifici dell’Ateneo Federico II di Napoli afferiscono, ha proposto e promosso l’integrazione tra le varie discipline esistenti, al fine di stabilire tra queste una nuova “comunicazione”: da questo presupposto, nascono idee e progetti di promozione e rilancio per l’Ateneo, partendo soprattutto dall’attivazione di nuovi corsi di laurea di indirizzo magistrale.

Il 2016 ha rappresentato sicuramente un anno di sfide per il lancio di nuovi percorsi formativi e didattici, in particolare per gli studenti di Ingegneria, e notevole interesse è stato suscitato in molti allievi della Scuola dalla presentazione e attivazione del nuovo corso di laurea magistrale in “Industrial Bioengineering”, aperto principalmente a studenti in possesso di titoli di laurea triennale in Ingegneria Biomedica, Ingegneria Chimica e Ingegneria dei Materiali, ma non solo.

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Il 9 giugno 2016, nella sede di Ingegneria di Via Nuova Agnano a Napoli, il Prof. Paolo Antonio Netti ha ufficialmente presentato il nuovo CdL, dando quindi forma definitiva a un progetto che nasce da un accordo tra MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e Università Federico II. Come sottolineato anche dal Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, il Prof. Piero Salatino, presente all’incontro di giovedì 9 giugno, il tutto nasce con l’idea di una “sfida forte” per promuovere due anni di percorso che siano innovativi, per sviluppo e orientazione lavorativa.

nettiUna delle motivazioni che ha portato alla nascita di un simile progetto, è sicuramente quella di voler invertire il flusso migratorio di giovani che dal Sud Italia si spostano al Nord Italia o anche all’estero, in seguito alla laurea triennale di I livello, come affermato dal Prof. Netti.

 

Troppo spesso, infatti, lo studente si ritrova a scegliere un Ateneo differente da quello di provenienza, o per un’offerta formativa migliore e più ampia o per la possibilità/speranza di affacciarsi più velocemente al mondo lavorativo, una volta terminato il percorso magistrale. D’altro canto, l’occasione che il corso proposto sia tenuto interamente in lingua inglese, non solo apre le porte all’internazionalizzazione dell’Ateneo, che potrà quindi accogliere studenti interessati provenienti dall’estero, ma crea anche un progetto didattico unico nel suo genere.

Ci si chiederà, ovviamente, cosa propone questo nuovo corso di laurea ma, soprattutto, quale sarà la figura professionale di un giovane neo laureato in “Industrial Bioengineering”.
Entrambe le curiosità possono essere soddisfatte comprendendo innanzitutto che un bioingegnere industriale è una figura che riesce a concordare nel proprio lavoro la pratica prettamente ingegneristica e tutti i suoi strumenti, con la conoscenza del corpo umano inteso come “macchina” che, in quanto tale, può rompersi e deve essere riparata.

A sostenere la necessità di aprire un dialogo operativo fra medicina e ingegneria, realizzabile solo con la formazione di una figura professionale capace di migliorare la qualità della vita dell’uomo con strumenti di eccellenza, sono stati il Prof. Tommaso Russo, direttore del DMMBM (Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche), e il Prof. Pier Luca Maffettone, direttore del DICMaPI (Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale), che lavorano al progetto di “Industrial Bioengineering” insieme ad altri specialisti del settore altrettanto noti.

Gli sbocchi occupazionali sono numerosi come lo sono le applicazioni pratiche di un bioingegnere industriale.
Una delle frontiere che maggiormente interessa il settore negli ultimi anni, è la prospettiva del miglioramento della cura del paziente: un esempio è quello di progettare dispositivi in grado di monitorare patologie sintomatiche in modo da prevederne sviluppi o eventuali momenti di criticità, evitando al malato di recarsi in ospedale, cercando quindi di migliorare anche il problema, tragico soprattutto nel meridione, di sovraffollamento delle strutture sanitarie.

Si parla della possibilità di approcciare alla medicina usando i metodi e gli strumenti dell’Ingegneria, per realizzare materiali e dispositivi che siano non solo funzionali da un punto di vista meccanico-strutturale, ma effettivamente concepiti a misura d’uomo.

È di sicuro un progetto competitivo: un corso di laurea realizzato interamente in lingua inglese, con possibilità di estendere un puro sapere teorico a un’attività pratica laboratoriale di progettazione e di sperimentazione, atta a rivalutare e promuovere nuovamente l’offerta formativa per lo specifico campo di interesse, che offre anche a Napoli la possibilità di aprirsi ad un panorama concorrenziale in ambito internazionale.

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Altre informazioni di carattere pratico ed informativo saranno disponibili a breve nel sito web ufficiale dedicato al nascente corso di laurea: bioengineering.unina.it.


A seguire, la video-intervista in forma integrale rilasciata dal Prof. Netti ai collaboratori di IngegneriaBiomedica.org: in questo intervento sono svelate tutte le curiosità in merito al percorso formativo, ai requisiti e alle modalità di accesso, per fornire a tutti gli interessati una panoramica completa ed esaustiva sul nuovo corso di laurea in Industrial Bioengineering.

 

 

Un “in bocca al lupo” va senz’altro agli studenti che avranno la possibilità e il merito per accedere a questo nuovo corso, ma in particolar modo ai docenti che ne costituiscono il corpo e il cuore pulsante. La squadra è pronta, il territorio è senz’altro fertile di idee e voglia di cambiamento, e allora non resta altro che attendere settembre per il “via” definitivo.
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