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Tessuti e Organi Artificiali

Un riconoscimento europeo per l’ingegneria biomedica italiana: il progetto ERC BRIDGE guarda alla medicina rigenerativa del futuro

tessuto cellulare
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Scritto da Alessia Paradiso

La vittoria di un ERC Starting Grant rappresenta uno dei riconoscimenti più prestigiosi e competitivi nel panorama europeo della ricerca. Tra i ricercatori italiani vincitori dell’edizione 2025 c’è Gianluca Cidonio con il progetto BRIDGE (Bioprinting with Real-time Imaging and cell-biomaterial Density for Growth Enhancement), che punta a superare i confini della biofabbricazione e della medicina rigenerativa. Un risultato che dà risalto non solo al suo percorso, ma anche all’intero settore dell’ingegneria biomedica in Italia.

Tre anni fa lo avevamo già incontrato per Ingegneriabiomedica.org, quando ci aveva raccontato le sue prime esperienze di ricerca e le sfide iniziali. Oggi lo ritroviamo per ripercorrere assieme la strada compiuta, l’idea alla base del progetto premiato dal Consiglio Europeo della Ricerca, dando uno sguardo sulle prospettive future della nostra disciplina.

Ciao Gianluca. Nell’ultima intervista ci avevi raccontato i tuoi passi tra biofabbricazione e medicina rigenerativa.

Quali sono stati, secondo te, i traguardi e/o i cambiamenti più significativi raggiunti in questi anni di ricerca?

Nel 2022 facevo ricerca all’IIT presso il Center for Life Nano Science (CLN2S), lavoravo su una nuova tecnologia di biostampa microfluidica per la fabbricazione di sostituti tessutali complessi e fisiologici. Oggi sono, invece, all’Università La Sapienza, sempre a Roma. Oltre a occuparmi di ricerca, sono ora anche docente di due corsi per studenti: insegno Ingegneria per la Medicina Rigenerativa agli studenti di Ingegneria, e Proprietà Biomeccaniche degli Scaffold ai futuri medici. Questo aspetto mi sta dando molte soddisfazioni, e noto un’esigenza particolare da parte dei miei studenti. Il sistema universitario italiano, però, credo che non fornisca tutti gli stimoli e le nozioni necessarie per supportare una scelta lavorativa consapevole. Quello che cerco di fare con loro nei miei corsi è di portarli nel mio laboratorio (ndr, MoRe (Model and Regenerate 3D group)) per fornire un approccio pratico su una potenziale realtà lavorativa. Parallelamente, cerco di prepararli alla scrittura di “mini grant proposal” (proposte progettuali per concorrere a finanziamenti pubblici/privati) per stimolare le loro idee.

Vincere un ERC Grant è un risultato di grande prestigio e competitività.

Quali sono state le tappe chiave e le difficoltà che hai affrontato lungo questo percorso?

È stata una sfida importante. Per me era l’ultima e unica occasione per provare a vincere il finanziamento (uno dei requisiti per l’ERC Starting Grant è proprio possedere tra i 2 e i 7 anni di ricerca post dottorato). C’è stata tanta preparazione dietro. Volevo continuare il mio percorso accademico, quindi ho studiato accuratamente i bandi degli ERC precedenti. Devi dimostrare un’indipendenza scientifica e in questo ho trovato un grande mentore nel Prof Giancarlo Ruocco.

Il Professor Gianluca Cidonio in abito blu davanti a uno schermo con il logo del progetto BRIDGE e il logo ERC
Figura 1. Professor Gianluca Cidonio, vincitore dell’ERC Starting Grant 2025 con il progetto BRIDGE, di cui è ideatore e coordinatore. Fonte: Sapienza Università di Roma

Ci è voluto circa un anno tra l’elaborazione dell’idea per il progetto ERC e il metterla nero su bianco. In precedenza avevo scritto una proposta di progetto per il bando FIS (Fondo Italiano per la Scienza) e ci vollero sei mesi per abbozzare e realizzare l’idea della ricerca. Il mio progetto non venne finanziato, così ho deciso di ripartire da lì. Ho spinto quell’idea progettuale oltre, dovevo renderla più rivoluzionaria per il bando di finanziamento europeo del Consiglio Europeo della Ricerca. Quindi, sono trascorsi altri sei mesi di impegno nella scrittura della proposta. Ho cercato e creato contatti con dei passati vincitori di questa tipologia di fondo di ricerca; alcuni non mi hanno risposto, ma con altri, ho capito cosa mi serviva. Da lì, è venuto fuori il puzzle per il mio progetto, pezzo per pezzo (Figura 1). Anche grazie anche al supporto totale della mia famiglia, ho riscritto in tre mesi tutto da zero.

La seconda fase del bando: il colloquio orale

Il tuo progetto ERC (BRIDGE) si concentra sul rivoluzionare la biostampa 3D con una piattaforma ispirata alla rigenerazione tessutale, capace di modulare in tempo reale cellule, materiali e segnali biochimici per creare modelli più vicini alla fisiologia umana.

Puoi raccontarci l’idea innovativa alla base? Cosa rende questo progetto diverso da ciò che si fa già oggi in laboratorio?

Partiamo da una metafora. Pensate alla biostampa 3D come a un bicchiere d’acqua opaco. Ad oggi, non abbiamo un controllo completo sul processo e sui parametri che lo influenzano se non quando vediamo il risultato finale. Questo causa un notevole ritardo sugli step successivi e necessari per l’applicazione clinica, come la creazione di un tessuto ingegnerizzato e i trial clinici. La mia idea si basa sul rendere questo “bicchiere d’acqua” più trasparente.

BRIDGE (Bioprinting with Real-time Imaging and cell-biomaterial Density for Growth Enhancement) mira a indagare la materia soffice – cellule e materiale – tramite tecniche ottiche; il tutto in tempo reale, cioè proprio durante la biostampa 3D, per ottenere un controllo continuo su ciò che avviene in un preciso istante del processo di produzione. Questo scenario può aprire la ricerca su aspetti come lo sviluppo del tessuto muscolo-scheletrico in età infantile e la modellizzazione accurata della patofisiologia di malattie rare (Figura 2).

Logo del progetto BRIDGE, con le due lettere O sostituite da sfere che rappresentano cellule in un processo di biostampa 3D
Figura 2. Logo del progetto BRIDGE – Bioprinting with Real-time Imaging and cell-biomaterial Density for Growth Enhancement. Immagine gentilmente concessa a IngegneriaBiomedica.org dal Prof. Gianluca Cidonio.

Quali ricadute ti aspetti nel campo dell’ingegneria biomedica e della medicina rigenerativa nei prossimi cinque anni grazie a questo progetto?

Qual è il sogno o l’obiettivo più ambizioso che ti piacerebbe raggiungere grazie all’ERC?

BRIDGE ha l’obbiettivo di rivoluzionare il modo in cui pensiamo alla biostampa 3D. Il progetto vuole supportare la comunità di ricercatori a trovare un approccio simile a quello da noi proposto. Nel breve termine, BRIDGE punta alla biostampa 3D per la modellizzazione dei tessuti in laboratorio. Sul lungo termine, ci auspichiamo che serva da trampolino di lancio per la rigenerazione ingegneristica dei tessuti mancanti.

Un finanziamento di questo tipo apre anche possibilità per nuove collaborazioni e per giovani che vogliono formarsi.

Che ruolo avranno studenti e giovani ricercatori nel progetto?

Questo grant ERC finanzierà il lavoro di tre post-doc per tre anni e di due studenti di dottorato per altrettanti anni. Ad oggi, fondi ERC di questo tipo in Italia se ne sono visti pochi. La biostampa 3D è un ambito di ricerca di nicchia. Chi lavorerà a BRIDGE sarà coinvolto in qualcosa di rivoluzionario e con un potenziale enorme. Si tratta di una ricerca di frontiera, e ciò supporterà anche l’allestimento di spazi di laboratorio multidisciplinari e all’avanguardia.

Fare ricerca di alto livello in Italia è spesso una sfida.

Cosa significa per te poter sviluppare un ERC nel nostro Paese e che messaggio pensi di dare alla comunità scientifica italiana?

Il mio messaggiò è semplice: in Italia, si può fare ricerca. Tutta l’esperienza che si acquisisce negli anni, serve, anche quella estera – nel mio caso, Stati Uniti, Regno Unito e Germania – grazie alla quale ho avuto mentori di alto livello. L’Italia purtroppo punta poco sulla ricerca e pecca in numero di finanziamenti statali, quindi la competizione aumenta. Il PNRR ha dato respiro in questo senso, ma i finanziamenti europei forniscono un eccellente premio economico con la possibilità di puntare all’eccellenza. 

Cosa diresti a un giovane studente o ricercatore in ingegneria biomedica che sogna un giorno di vincere un finanziamento come l’ERC?

Provateci e non abbiate paura del futuro, non lasciate nulla al caso, e non procrastinate. Per grandi ambizioni servono: metodo e struttura e, su questo, l’Italia vanta una buona formazione ai propri studenti. Impegnatevi costantemente e lavorate alle vostre idee: raccoglietele, buttate giù i vostri pensieri, discutete con persone esperte e apritevi le porte. Non siate timidi, credeteci e, soprattutto, chiedete: questa è la chiave di tutto. Chiedete a chi ha già vinto un ERC Grant per dei consigli.

Grazie Gianluca, a presto!


Fonti e approfondimenti
  • erc.europa.eu – The ERC awards €761m to the next generation of scientists in Europe
  • uniroma1.it – ERC Starting Grant, Prof Gianluca Cidonio
  • Immagine di copertina gentilmente concessa dal Prof. Gianluca Cidonio

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Informazioni autore

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Alessia Paradiso

Medical Writer per una multinazionale leader mondiale in sviluppo, produzione e commercializzazione di dispositivi medici per ortopedia e trauma. Conseguita la laurea magistrale in Ingegneria Biomedica al Politecnico di Torino, prosegue con un Dottorato in Ingegneria dei Biomateriali fuori patria. Appassionata di informazione e divulgazione, mantiene un sguardo completo sul mondo biomedico con tanta curiosità.

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