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Diagnostica Terapia e Chirurgia

La terapia del movimento: come l’allenamento regola l’insulina

circuit training session
Scritto da Sara Nicastro

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha confermato sempre più chiaramente un concetto chiave: muoversi è una vera medicina. L’esercizio fisico strutturato, non solo aiuta a controllare la glicemia, ma può diventare un potente alleato nella prevenzione del diabete di tipo 2. In particolare, gli studiosi hanno scoperto che combinare allenamento aerobico e di resistenza produce benefici significativi sui marcatori metabolici e infiammatori, migliorando la sensibilità all’insulina e aprendo la strada a nuove strategie per contrastare i disturbi metabolici.

Insulino-resistenza ed insorgenza del diabete di tipo 2

Dalle stime dell’International Diabetes Federation, l’Italia conta circa 5 milioni di casi di diabete negli adulti tra 20 e 79 anni (dato riferito all’anno 2024). Alla base di molti casi di diabete di tipo 2, la forma più comune della malattia, vi è la resistenza all’insulina (Insulin Resistance, IR).

Si tratta di una condizione per la quale le cellule di muscoli, fegato e tessuto adiposo diventano meno sensibili all’azione dell’insulina, ovvero l’ormone secreto dal pancreas responsabile di regolare i livelli di zuccheri nel sangue. In condizioni normali l’insulina veicola il glucosio nelle cellule che lo utilizzano come fonte di energia. Quando la sensibilità insulinica dei tessuti diminuisce, il suo ruolo metabolico non viene espletato e il glucosio tende ad accumularsi nel sangue, portando ad iperinsulinemia. Nelle prime fasi della malattia, il pancreas produce più insulina per compensare le necessità metaboliche dell’organismo, ma nel tempo questo meccanismo si esaurisce e le capacità del pancreas si alterano, portando ad iperglicemia cronica e all’instaurarsi del diabete di tipo 2.

L’insulino-resistenza rappresenta quindi una fase precoce e spesso silenziosa della malattia, strettamente legata a sedentarietà, sovrappeso e alimentazione squilibrata. Uno studio controllato randomizzato e una meta-analisi che ha incluso 24 trial clinici randomizzati hanno indagato l’esistenza di una correlazione diretta tra allenamento fisico e metabolismo del glucosio.

u003cemu003eApprofondimento: relazione tra massa magra e metabolismo del glucosiou003c/emu003e

L’allenamento combinato come strumento di prevenzione

In questo lavoro del 2024, i ricercatori hanno condotto una meta-analisi per valutare gli effetti dell’allenamento combinato sul metabolismo del glucosio, confrontando un gruppo che seguiva un programma di allenamento combinato (aerobico e di resistenza) con un gruppo di controllo inattivo. Si sono analizzati 24 studi condotti su adulti sedentari di età compresa tra 18 e 64 anni, non affetti da diabete, per un totale di 852 partecipanti sedentari, di cui 476 nel gruppo di intervento e 376 nel gruppo di controllo. In particolare, gli studi sono stati condotti con diversi approcci di allenamento, raggruppabili in 4 categorie:

  • Allenamento HIIT con sessioni separate: questo metodo si è dimostrato il più efficace in assoluto. L’allenamento aerobico era di tipo HIIT (High-Intensity Interval Training), noto per i suoi potenti effetti metabolici. Le sessioni di resistenza e quelle di aerobica venivano svolte in giorni separati, per favorire il recupero e gli adattamenti specifici ad ogni stimolo. Il programma è stato svolto su uomini obesi con sindrome metabolica per 12 settimane.
  • Allenamento combinato ad alta intensità: questo studio ha puntato su un’elevata intensità per entrambe le componenti dell’allenamento. La resistenza veniva eseguita al 75-80% di 1RM e l’esercizio aerobico al 75-80% della frequenza cardiaca massima.
  • Allenamento combinato con sessioni prolungate: in questo caso, il successo del metodo è attribuibile alla durata di ogni singola sessione, che arrivava a 80 minuti. L’allenamento, condotto su giovani studentesse, prevedeva 40 minuti di aerobica seguiti da 30 minuti di resistenza.
  • Allenamento combinato a lungo termine: il fattore chiave di questo studio è stata la sua durata di 24 settimane, doppia rispetto alla maggior parte degli altri interventi analizzati. L’allenamento consisteva in una sessione combinata con esercizi di resistenza seguiti da 30 minuti di aerobica, applicato a uomini obesi di mezza età.

L’esercizio fisico influenza il metabolismo del glucosio

Lo studio ha incluso 17 ricerche con 35 gruppi per valutare l’effetto dell’allenamento combinato sulla glicemia a digiuno (Figura 1), e 13 ricerche con 27 gruppi per valutarne l’effetto sui livelli di insulina a digiuno (Figura 2).

I risultati della meta-analisi mostrano che l’esercizio combinato riduce significativamente i livelli di insulina a digiuno, ed è capace di influenzare i livelli di glicemia a digiuno, riducendoli.

Figura 1 della meta-analisi sull'effetto dell'allenamento combinato sulla glicemia a digiuno su Springer Nature
Figura 1. Analisi aggregata per l’effetto dell’allenamento combinato sui livelli di glucosio a digiuno in adulti sedentari. L’aggregato mostra una riduzione dei livelli di glucosio a digiuno nel gruppo di esercizio rispetto al gruppo di controllo. Credits: Springer Nature
Figura 2 della meta-analisi su Springer Nature: effetto dell'allenamento combinato sui livelli di insulina a digiuno
Figura 2. Analisi aggregata per l’effetto dell’allenamento combinato sui livelli di insulina a digiuno in adulti sedentari. L’aggregato mostra una riduzione dell’insulina a digiuno nel gruppo di esercizio rispetto al gruppo di controllo. Credits: Springer Nature

Il Circuit Training per modulare glicemia e infiammazione

Il secondo studio considerato – un trial prospettico controllato e randomizzato, condotto in Polonia tra agosto 2020 e settembre 2022 – ha indagato l’impatto di un programma di allenamento a circuito (Figura 3) di tre mesi, composto da tre sessioni settimanali di 33 minuti ciascuna, sugli indici di ricomposizione corporea e sulle concentrazioni sieriche di miochine – proteine secrete dal muscolo in risposta all’esercizio fisico – in donne con diagnosi recente di insulino-resistenza. Le miochine, che possono essere viste come messaggeri ormonali, sono state scelte per la loro capacità di modulare il metabolismo del glucosio e l’infiammazione cronica, due aspetti centrali nell’IR e nel diabete.

Il protocollo di allenamento combinava:

  • esercizi di forza – 50-80% del massimo carico che il soggetto può sollevare con una ripetizione (One Repetition Maximum, 1RM)
  • resistenza aerobica – 50-75% della riserva di frequenza cardiaca, definita come la frequenza cardiaca massima e quella di riposo (Heart Rate Reserve, HRR)

Mantenendo invariata la dieta abituale dei 42 soggetti coinvolti nello studio, le misurazioni corporee, i test di forza e le analisi fisiologiche e biochimiche (glucosio, insulina, metabolismo di carboidrati e lipidi) sono state effettuate prima e dopo le 12 settimane.

Schema circolare del programma di allenamento a circuito: cycle ergometer, abdominal crunch, leg curl, latissimus pulldown, cross trainer, back extension e leg abductor, ripetuto 2 volte, 3 volte a settimana per 3 mesi, con 30 secondi di recupero tra gli esercizi
Figura 3. Programma di esercizi somministrati alle donne insulino-resistenti partecipanti allo studio. Credits: Wiley Journal of Diabetes Research

Analisi dei dati e principali risultati

Un software di elaborazione dei dati ha eseguito un’analisi della varianza a misure ripetute (ANOVA), una tecnica usata per eseguire gruppi di misure sotto condizioni diverse – prima e dopo il programma di allenamento. Il p-value rappresenta la probabilità che l’effetto osservato sia dovuto al caso piuttosto che al trattamento sperimentale (es. time effect, group effect o group × time). Un valore di p < 0.05 indica che la differenza riscontrata è statisticamente significativa, ovvero attribuibile con buona probabilità all’intervento piuttosto che al caso. L’η² (eta quadrato), invece, misura la dimensione dell’effetto (effect size), ossia quanto l’effetto del trattamento incide sulla variabilità complessiva dei dati. Valori di η² > 0.14 sono generalmente interpretati come indicativi di un effetto di grande entità, come osservato nel caso della massa magra, dove l’allenamento ha mostrato un impatto rilevante.

Dopo 12 settimane di allenamento a circuito, il gruppo sottoposto al programma (T) ha mostrato un aumento significativo della massa magra rispetto al gruppo di controllo (NT), che non ha evidenziato variazioni; tuttavia, non ha modificato la quantità totale di grasso corporeo, suggerendo che la durata e l’intensità non erano tali da indurre un deficit energetico sufficiente (Figura 4). Per quanto riguarda i biomarcatori e le miochine, il programma di allenamento ha determinato modifiche significative per l’IL-6, che è risultata aumentata nel gruppo allenato rispetto al controllo, suggerendo una risposta fisiologica del muscolo all’esercizio. Gli altri marcatori analizzati, tra cui quelli legati ai processi infiammatori e metabolici, non hanno mostrato variazioni rilevanti tra i gruppi. (Figura 5).

Tabella degli indici di ricomposizione corporea pre e post allenamento: solo la massa magra mostra un'interazione Group × Time significativa (p = 0,009, η² = 0,24)
Figura 4. Variazioni degli indici di ricomposizione corporea pre e post programma. Né la colonna Group effect, né la colonna Time effect – che valuta se c’è stato un cambiamento generale pre e post trattamento considerando entrambi i gruppi insieme – evidenziano cambiamenti significativi pre e post programma di allenamento (p > 0,05). Invece, considerando l’interazione Group × Time, che incrocia i dati dei gruppi con il tempo per verificare se i cambiamenti osservati sono diversi tra chi si è sottoposto ad allenamento e chi non lo ha fatto, notiamo che per la fat-free mass (massa magra) il valore di p è 0,009 (< 0,05). Questo indica con alta probabilità che l’allenamento ha portato a un aumento della massa magra nel gruppo T, effetto non osservato nel gruppo NT. L’allenamento non ha avuto impatto significativo sugli altri parametri (p > 0,05). Credits: Wiley Journal of Diabetes Research
Tabella con variazioni di glucosio, insulina, HOMA-IR e IL-6 pre e post allenamento: nessuna differenza significativa tranne un aumento dell'IL-6 nel gruppo T (p=0,034)
Figura 5. Variazione dei biomarcatori e delle miochine pre e post programma. I risultati non indicano variazioni significative tra inizio e fine del programma di allenamento. Credits: Wiley Journal of Diabetes Research

Nel complesso, i risultati indicano che l’allenamento a circuito ha stimolato principalmente adattamenti di tipo muscolare, con effetti limitati sulle risposte biochimiche sistemiche. Questo suggerisce che il protocollo esaminato non è in grado di ristabilire il metabolismo del glucosio dove questo è già compromesso, sottolineando l’importanza dell’esercizio fisico come strumento preventivo.

Futuri studi saranno necessari ad indagare il protocollo più indicato in caso di insulino-resistenza.

Conclusioni e sviluppi futuri

Gli studi mostrano che l’allenamento combinato (aerobico + resistenza) migliora efficacemente il metabolismo del glucosio in adulti sedentari, grazie alla sinergia tra aerobica (uso del glucosio e ossidazione dei grassi) e resistenza (aumento della massa muscolare sensibile all’insulina); se ne deduce, quindi, che funziona in modo eccellente come strumento preventivo perché migliora l’efficienza di un sistema che non è ancora metabolicamente compromesso. Tuttavia, nelle donne con insulino-resistenza già presente, lo stesso programma migliora la composizione corporea a favore della massa magra (metabolicamente attiva), ma non la sensibilità all’insulina. Questo suggerisce, in questi soggetti, una “resistenza metabolica all’esercizio”: il muscolo risponde all’ipertrofia, ma non ripristina il metabolismo alterato. Pertanto, in presenza di insulino-resistenza, si rendono necessari protocolli allenanti più mirati per migliorare sensibilmente lo stato di salute.


Fonti e approfondimenti
  • Wiley Journal of Diabetes Research– Effects of a Circuit Training Program on Myokine Levels in Insulin-Resistant Women: A Randomised Controlled Trial
  • Springer Nature– The effects of combined exercise training on glucose metabolism and inflammatory markers in sedentary adults: a systematic review and meta‑analysis
  • Cover image – Generated with AI for IngegneriaBiomedica.org
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Informazioni autore

Sara Nicastro

Sono Sara Nicastro, laureata in Ingegneria Industriale con curriculum meccanico e attualmente specializzanda in Ingegneria Biomedica, con un focus sull’ingegneria tissutale. Amo questo ambito perché rappresenta il punto d’incontro tra scienza e futuro, dove la ricerca diventa vita concreta.
Appassionata di lettura e sport, trovo naturale trasformare esperienze e riflessioni in parole: scrivere di scienza, per me, è un modo per unire le persone.

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