La robotica, l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione sono temi centrali quando si pensa ai modelli ospedalieri del futuro. Tuttavia dietro alle tecnologie più avanzate si nasconde una trasformazione silenziosa e strutturale guidata dall’approccio ingegneristico. L’ospedale del futuro sarà infatti il risultato di scelte progettuali, organizzative e di processo che determinano sicurezza, efficienza e qualità delle cure. Quali sono i temi ritenuti ad oggi più prioritari? Quali idee trovano già applicazione e quali sono i risultati?
Dalla crisi sanitaria a un modello di sanità sostenibile
Durante il Welfair 2025, la fiera dedicata alla Sanità in Italia tenutasi a Roma dal 4 al 7 novembre (Figura 1), si sono confrontati esponenti delle istituzioni, professionisti e aziende riguardo gli attuali trend della sanità in Italia. Da questa edizione della fiera è emerso che la sanità pubblica italiana e il modello di welfare community — il sistema di assistenza fondato sull’integrazione tra i settori pubblico, privato, terzo settore e parti sociali per la risposta ai bisogni collettivi — stanno attraversando una crisi profonda, rendendo indispensabile l’individuazione di un nuovo modello di sanità. Le recenti crisi sanitarie, a partire dalla pandemia Covid 19, hanno fatto emergere la necessità di disporre di strutture ospedaliere dinamiche, flessibili e capaci di riorganizzarsi in situazioni di emergenza. A questo si affiancano il progressivo invecchiamento della popolazione, l’aumento di pazienti affetti da patologie croniche e comorbilità e una crescente carenza del personale sanitario. L’attività svolta durante la fiera ha avuto come obiettivo quello di unire casi studio e pareri di tutte le parti interessate per avviare discussioni su “temi caldi” e fornire ulteriori dati per guidare le azioni verso una sanità sostenibile.

L’ospedale del futuro
Tra i temi affrontati, il concetto di ‘ospedale del futuro’ si è ormai affermato anche nel dibattito pubblico e professionale, oltre che nell’ambito della fiera stessa. Tale concetto viene spesso associato a immagini di robot chirurgici, applicazioni di intelligenza artificiale (AI) e ambienti altamente digitalizzati; una rappresentazione che, tuttavia, risulta riduttiva rispetto alla reale complessità di una struttura ospedaliera. Contestualmente, anche la definizione di ospedale inteso come “edificio, o complesso di edifici, destinato all’assistenza sanitaria dei cittadini” appare attualmente eccessivamente semplicistica.
Oggi l’ospedale rappresenta un sistema articolato in cui persone, tecnologie, dati e vincoli normativi interagiscono attraverso processi altamente critici e che devono essere adeguatamente progettati e governati.
Quali sono le trasformazioni già in atto? E in che modo un approccio ingegneristico può guidare l’evoluzione dei modelli ospedalieri nei prossimi anni?
L’introduzione di nuove tecnologie in ambito sanitario
Le strutture ospedaliere necessitano di tecnologie avanzate per garantire cure efficaci e sicure ai pazienti, ma il processo decisionale legato all’introduzione di una nuova tecnologia sanitaria è spesso complesso. Oltre all’aspetto economico, sicuramente non trascurabile, è necessario considerare il rapporto costo-beneficio, l’impatto dell’introduzione della nuova tecnologia sul sistema organizzativo e, se si parla di AI, anche l’implicazione di aspetti etici, sociali e legali.
Per supportare le istituzioni e le organizzazioni sanitarie nel processo decisionale di acquisizione di una nuova tecnologia, la Commissione Europea (CE) ha messo a punto uno strumento di supporto chiamato Health Technology Assessment (HTA), su cui ha lavorato a partire dagli anni ’90 del secolo scorso. Nel dicembre 2021, la CE ha quindi emesso il Regolamento Europeo per l’HTA.
Con il termine “tecnologia sanitaria” viene incluso qualsiasi strumento che ha un obiettivo di salute, dai dispositivi biomedicali ai farmaci.
I progetti futuri prevedono la creazione di un gruppo di coordinamento europeo sull’HTA in cui verranno analizzate le tecnologie promettenti, i principali trend, e si effettueranno delle valutazioni congiunte sulle tecnologie sanitarie più innovative in modo da guidare le attività di valutazione.
… e l’intelligenza artificiale?
Ad oggi, sono ancora pochi i documenti e le linee guida condivise sull’utilizzo dell’AI. Durante la conferenza “Tecnologia in Sanità: scelte, sfide e opportunità per la governance” tenutasi durante il Welfair, il Dott. Riccardo Ferrari ha introdotto un aspetto etico legato alla sua esperienza sul campo.
Cosa fare se la diagnosi del medico e dell’AI sono discordanti?
Dott. Riccardo Ferrari – Medico Radiologo presso l’A.O. San Camillo-Forlanini di Roma e docente dipartimento di Radiodiagnostica dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Secondo il Dott. Ferrari, in ambito clinico l’AI dovrebbe essere utilizzata come strumento di supporto al clinico, ma la decisione deve rimanere comunque al medico.
Su questo aspetto concorda anche la SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica), sul cui sito web è stato condiviso un estratto di una review pubblicata su European Radiology riguardante l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’imaging senologico. Nell’articolo si legge che l’AI si dimostra utilissima aumentare l’efficienza del flusso di lavoro e migliorare l’accuratezza diagnostica, ma l’indicazione è quella di utilizzarla solo come “secondo lettore” e come “ausilio non obbligatorio per il cardiologo refertante”.
Quindi, ad oggi, il radiologo ha l’ultima parola e le conclusioni dell’AI possono essere superate, se durante la valutazione sono state prese in considerazione tutte le informazioni cliniche a disposizione.
L’infrastruttura informatica sanitaria italiana
La pandemia ha accelerato l’adozione di politiche di investimento nel settore sanitario, portando alla definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, meglio conosciuto come PNRR. I fondi stanziati dal programma Next Generation EU sono stati destinati al rafforzamento infrastrutturale per colmare un gap ventennale. Il focus in ambito sanitario ha affrontato l’infrastruttura informatica sanitaria, la diffusione della telemedicina e l’incremento delle risorse dedicate alla formazione universitaria e specialistica.
La trasformazione digitale è quindi uno dei temi portanti del processo di ripresa. Le tecnologie ICT (Information and Communication Tecnology) sono viste come uno strumento per favorire l’assistenza domiciliare e abbattere barriere geografiche, mentre il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico ha due obiettivi principali: garantire la diffusione e l’accessibilità delle informazioni del paziente su tutto il territorio nazionale e utilizzare i dati sanitari per il monitoraggio, la programmazione e il supporto alle decisioni di politica sanitaria.
La gestione del rischio
Accanto all’innovazione tecnologica e digitale, un tema centrale per l’ospedale del futuro è la gestione del rischio in ambito sanitario. Con la legge Gelli-Bianco del 2017, in Italia è stato introdotto per la prima volta l’obbligo di una gestione strutturata del rischio per le Regioni e le strutture sanitarie, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza del paziente, l’integrità della struttura e la sostenibilità dell’organizzazione.
In questa direzione si inserisce lo “Standard Italiano per la Gestione del rischio in Sanità”, standard Phoenix 5.0 del 2025. Il documento nasce da un progetto lungo due decenni in cui istituzioni, organizzazioni e professionisti hanno raccolto requisiti organizzativi, strutturali e gestionali che coprono un ampio spettro di attività, dai requisiti di base fino a quelli specialistici per le singole unità ospedaliere. Lo standard unisce temi della sicurezza già ben noti anche all’esterno del contesto sanitario. Tra questi temi figurano le tecniche di incident reporting e l’analisi delle cause profonde, che vengono uniti a metodi di analisi strutturati quali Ishikawa e il ciclo di Deming. L’obiettivo è l’ampliamento del concetto di qualità assistenziale, dai singoli esiti clinici all’identificazione di procedure trasparenti e ambienti affidabili con particolare focus alle relazioni umane e alla sicurezza del paziente.
La progettazione degli spazi, dei flussi e dei processi
Diversi enti nazionali e internazionali stanno lavorando sulla definizione di linee guida per la programmazione, la progettazione e la realizzazione delle strutture ospedaliere. L’Organizzazione Mondiale della Sanità a giugno 2023 ha pubblicato un documento tecnico contenente le nuove linee guida per la progettazione architettonica degli spazi ospedalieri, alla cui stesura ha partecipato anche il Politecnico di Milano in qualità di Competence Center dell’OMS.
L’obiettivo del documento è quello di fornire delle linee guida di supporto alla costruzione di nuovi ospedali e nella pianificazione di interventi di riqualifica delle strutture esistenti, considerando aspetti legati alla localizzazione e all’impatto in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Tra gli elementi di maggiore interesse emerge il tema del design funzionale e della sua stretta interazione con la definizione dei processi.
La progettazione di un ospedale, in relazione alla sua funzionalità complessiva, richiede infatti una chiara definizione delle relazioni tra i reparti, delle aree di accesso, dei flussi di pazienti, degli operatori e dei materiali, nonché degli spazi e dei percorsi dedicati alla logistica e alla supply chain.
Nel documento si fa inoltre riferimento al concetto di “agile hospital”, per cui la struttura ospedaliera diventa una struttura dinamica ed estremamente flessibile. Sono stati identificati più livelli di flessibilità:
- Livello di processo: flessibilità gestionale, organizzativa e decisionale;
- Livello complesso-edificio: adattabilità funzionale e possibilità di riorganizzazione;
- Livello unità funzionali e singola stanza: spazi riconfigurabili e multifunzionali.
Includere questo aspetto nella progettazione di un ospedale significa avere uno strumento in più per affrontare le situazioni di emergenza. Un esempio di questa tipologia progettazione è l’ospedale Martini di Groningen, in Olanda, dove l’intero edificio è costruito in moduli di dimensioni 60 x16 m che possono essere funzionalmente interscambiabili (Figura 2).

Progetti ospedalieri avveniristici italiani
In Italia sono già presenti alcuni progetti virtuosi in linea con quanto riportato nei punti precedenti. Questi progetti sono stati uno dei temi esposti durante il tavolo di lavoro sulla “Programmazione: progettazione e finanziamento per le infrastrutture Ospedaliere e Socio-Sanitarie” che si è svolto il 28 novembre 2025 presso il Politecnico di Milano (Figura 3). Luigi Cajazzo, Direttore Generale degli Spedali Civili di Brescia, ha esposto le fasi e criticità dell’enorme progetto di riqualificazione dell’ospedale, che prevede fasi di abbattimento delle strutture esistenti, fasi di costruzione di strutture nuove, e fasi di riqualifica e ammodernamento delle strutture esistenti. Daniela Bianchi, Direttore Generale dell’Ospedale ASST Valle Olona – meglio conosciuto come il nuovo Grande Ospedale di Malpensa – ha parlato del progetto del nuovo ospedale che andrà a sostituire gli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate coprendo un bacino di utenza di 450.000 persone, e che è stato da poco presentato come simbolo dell’innovazione in cui la sostenibilità della struttura si combina con il benessere del paziente.

Conclusioni e sviluppi futuri
Molte sono le iniziative italiane e internazionali per definire linee guida e identificare le corrette direzioni di investimento in ambito ospedaliero. L’ingegnerizzazione dei processi, l’uso consapevole dei dati, l’introduzione controllata delle tecnologie, la gestione strutturata del rischio e l’integrazione con ambiti affini come l’architettura rappresentano elementi chiave su cui si stanno costruendo le basi di un nuovo modello di ospedale più resiliente, integrato e sostenibile.
Fonti e approfondimenti
- Società Italiana di Radiologia Medica – L’Intelligenza Artificiale nel Breast Imaging: Raccomandazioni per la Pratica Clinica
- Springer Nature – ESR Essentials: artificial intelligence in breast imaging—practice recommendations by the European Society of Breast Imaging
- Welfair – Libro bianco di Welfair “2024-27 il triennio che può cambiare la sanità”
- WHO – Hospitals of the future: a technical brief on re-thinking the architecture of hospitals
- Giornale di Brescia – Un miliardo per gli ospedali bresciani: confermati i fondi per il Civile
- Varese News – Presentato il progetto del Grande Ospedale della Malpensa: “Benvenuti nel futuro, oggi”
- Politecnico di Milano – Il Politecnico di Milano è Collaborating Centre dell’OMS
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