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Diagnostica

I primi passi della telemedicina italiana: la diagnosi di retinopatia nei nati prematuri

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Scritto da Maria Grazia Varì

Si chiama “Sistema digitale grandangolare RetCam 3” ed è una sofisticata attrezzatura di ultima generazione ideata per lo screening della retinopatia del prematuro (ROP, Retinopathy Of Prematurity).

La ROP è una grave retinopatia vasoproliferativa che interessa i neonati pretermine. E’ causata da un incompleto sviluppo della vascolarizzazione retinica al momento della nascita, cui segue la formazione di vasi anomali e disfunzionali sulla superficie della retina e del corpo vitreo, una condizione che provoca la formazione di tessuto cicatriziale e il distacco di retina. E’ una patologia che, seppur rara, vede un aumento progressivo della sua incidenza causando, ad oggi, il 10% di cecità infantile anche nei Paesi più sviluppati, cioè quelli in cui sopravvivono neonati di età gestazionale sempre più bassa. In italia sono circa 30’000 i bambini nati ogni anno prematuri e la gravità della malattia è direttamente proporzionale al grado di prematurità del neonato.

Evoluzione delle tecniche diagnostiche

Una diagnosi precoce ed un adeguato follow-up sono fondamentali nella gestione della retinopatia, ma prima dell’impiego di questa nuova tecnologia le decisioni terapeutiche erano fondate quasi esclusivamente sul giudizio clinico il quale, seppur accurato, non escludeva completamente eventuali errori di valutazione dipendenti dalla soggettività dell’interpretazione medica. Esistono già dispositivi in grado perfezionare il parere clinico, ma purtroppo risentono ancora di limitazioni non indifferenti in termini di velocità ed accuratezza diagnostica. Sul territorio nazionale infatti, sono attualmente presenti circa 25 modelli di dispositivi diagnostici RetCam appartenenti alla vecchia generazione che, seppur altamente funzionali, necessitano di essere affiancati ad ulteriori macchinari per operare in modo completo, il che si traduce in una dilatazione dei tempi e nell’impossibilità di associare nello stesso momento diverse operazioni terapeutiche. Anche l’oftalmoscopia indiretta binoculare (BIO, un sistema ottico che consente una visione ad alta risoluzione, grandangolare e stereoscopica del fondo oculare), che per anni è stata la metodica principale per la diagnosi e il monitoraggio della ROP, non è scevra di inconvenienti (costi elevati, il lungo training del personale e soprattutto un potere di ingrandimento non sufficientemente alto da far apprezzare i prticolari più fini).

Stadi ROP classificazione
Fig.1 La classificazione della ROP prevede diversi stadi: a) una linea di demarcazione separa la retina vascolarizzata da quella ancora avascolare; b) formazione della cresta, segno iniziale della trazione vitreoretinica sulla linea di demarcazione; c) cresta neovascolare, cioè crescita anomala dei neovasi sulla superficie della cresta e nel vitreo antistante; d) distacco di retina trazionale. Credits: Kanski JJ. Clinical ophthalmology: A systematic approach. 6th ed. Edinburgh: Butterworth–Heinemann/Elsevier

La nuova generazione dell’imaging oftalmico

E’ solo negli ultimi mesi che in Italia inizia a diffondersi la RetCam 3, il più attuale ed avanzato sistema di imaging oftalmico che permette un’acquisizione rapida di immagini e video ad alta risoluzione della retina nella sua totalità. Permette inoltre di effettuare la fluorangiografia retinica con mezzo di contrasto, ovvero la colorazione del circolo vascolare retinico alterato che caratterizza ogni diverso stadio della ROP. Fornisce perciò informazioni che sono fondamentali per prevedere la progressione della malattia, per pianificare un trattamento chirurgico tempestivo e per monitorarne i risultati in maniera accurata.

Fluorangiografia vasi retinici ROP
Fig.2 Imaging a colori e Fluorangiografia a confronto: quest’ultima permette di visualizzare chiaramente il bordo dell’area vascolare di un piccolo paziente affetto da ROP (frecce), che viene invece nascosto dalla fotografia a colori.
Fig.3 La telecamera viene poggiata sulla superficie della cornea del neonato previa applicazione di un collirio anestetico. Credits: ROP ITALIA

Si tratta di un esame non invasivo ed attuabile in anestesia locale con la sola instillazione di un collirio: una sonda viene poggiata sulla cornea del paziente e le immagini possono essere esaminate in tempo reale su schermo ad alta risoluzione.

Struttura e funzionalità

Le caratteristiche che rendono la tecnologia del dispositivo così avanzata rispetto ai precedenti modelli, si riassumono in una migliore definizione delle immagini, nel più ampio campo di esplorazione oculare, nella possibilità di archiviazione di immagini e video e nella velocità di connessione a distanza, che rende possibile applicazioni di telemedicina.

L’apparecchio è quindi costituito da un’unità mobile dotata di un monitor collegato ad una particolare telecamera che consente:

  • di visualizzare l’intero fundus oculi del neonato in tempo reale;
  • di fotografare il segmento anteriore (cornea, cristallino, angolo iridociliare) e la retina ad ampio campo (130°);
  • di memorizzare le immagini su database;
  • di eseguire la fluorangiografia con mezzo di contrasto.
Sonde oculari RetCam
Fig.4 Diverse tipologie di sonda possono essere utilizzate a seconda del dettaglio oculare che dev’essere preso in osservazione con differente risoluzione. Credits: RETCAM 3

Tutto ciò permette di ottenere informazioni precise ed esaustive sul grado e sulla evolutività della vascolarizzazione retinica in maniera molto più pratica, veloce ed accurata, permettendo di documentare efficacemente lo stato attuale di una patologia che potrebbe modificarsi nel giro di poche ore.

Inoltre, oltre alla patologia retinica del prematuro, con tale strumento è possibile diagnosticare e monitorare la quasi totalità di patologie malformative (coloboma, degenerazione maculare), ereditarie e tumorali dell’occhio (retinoblastoma, emangiomi retinici) anche negli adulti.

L’applicazione nella telemedicina

Ciò che, comunque, rende RetCam 3 così innovativo rispetto alla vecchia generazione è che, a differenza di quest’ultima, permette al personale medico specializzato di operare in telemedicina: le immagini acquisite dal macchinario possono infatti essere archiviate, stampate, ma soprattutto inviate via web ad altri centri di oftalmologia pediatrica per ulteriori consulti e pareri aggiuntivi. Questo permette di inquadrare al meglio il caso di ogni piccolo paziente, evitando anche ulteriori rischi legati al suo trasferimento.

Alla luce di questo, è chiaro che RetCam3 permette, grazie alla sua accuratezza e precisione, di incrementare la qualità dell’imaging neonatale pediatrico, e soprattutto costituisce un perfetto esempio di integrazione nel campo della telemedicina, contribuendo in modo concreto al progresso scientifico di tutto il mondo.


Bibliografia:
  • Clinical Science – The Epidemiology of Retinopathy of Prematurity in the United States
  • Retcam3
  • Springer link – Modeling and Extraction of Retinal Blood Vessels from RetCam 3 Based on Morphological Segmentation

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Informazioni autore

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Maria Grazia Varì

Studentessa di Medicina e Chirurgia al VI anno. Interessata al ramo della medicina preventiva nell'ambito del sistema immunitario ed alla diagnostica immunoenzimatica.

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