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Robotica e IA • Tecnologie di supporto

AI Scribe in sanità: la refertazione diventa hands-free

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Scritto da Nevio Contursi

Gli assistenti vocali, da anni già parte delle nostre vite quotidiane, potrebbero diventare uno strumento essenziale all’interno degli ambulatori del nostro paese. Da sempre la produzione di un documento al termine di una qualsiasi visita è un esercizio che distoglie l’attenzione dell’operatore clinico dal paziente, aggiungendo un elemento di stress a un’interazione di per sé già delicata. L’utilizzo di AI scribes in ambito sanitario potrebbe rivoluzionare questa dinamica, riportando il focus del clinico sul paziente. Ciò favorirebbe il miglioramento di aspetti fondamentali come il contatto visivo e l’attenzione del medico, contribuendo a ridurre il tempo dedicato alla produzione di documentazione.

Cosa sono gli AI Scribes

Gli AI Scribes, come possiamo intuire dal nome, sono dei veri e propri scriba digitali. Fino a qui però non sono di certo una novità visto che da anni siamo abituati ad avere sistemi di trascrizione direttamente disponibili sui nostri smartphone. L’intelligenza artificiale (AI) però ha cambiato le regole del gioco: ora il dialogo non viene semplicemente trascritto, ma compreso. I modelli di AI utilizzati, definiti generalmente NLP (Natural Language Processing), vengono allenati per raggiungere una comprensione semantica e soprattutto clinica di quanto trascrivono.

Gli AI scribes sono strumenti che permettono di trasformare il dialogo tra medico e paziente in elementi di testo ben strutturati, nei quali si possano facilmente ritrovare gli elementi cardine di una tale interazione come: anamnesi, terapia domiciliare, esame diagnostico, relativo esito ed eventuale terapia prescritta.

Una descrizione, da parte del paziente, di sintomi in maniera disordinata e apparentemente sconnessa, potrebbe essere ordinata punto per punto dall’AI scribe utilizzando vocaboli clinici accurati e coerenti con il contesto, per poi essere presentata all’operatore.

Come si possono integrare gli AI scribes nei flussi ambulatoriali?

La gestione di questi strumenti non prevede una costante interazione da parte del clinico, come ad esempio la dettatura di prompt specifici e guidati durante la visita, piuttosto un ascolto in background.

Sarà come avere un silenzioso assistente, attento a tutti i dettagli, che si occuperà di trascrivere in maniera ordinata il referto. Nello specifico, come con le classiche interazioni con modelli di AI, dobbiamo far sì che il prompt iniziale sia in linea con le capacità dichiarate. Conviene poi verificare che la lingua parlata nel corso della visita sia supportata dal modello e che il sistema abbia accesso ad un microfono correttamente funzionante.

Una volta che l’interazione tra medico e paziente inizierà, il modello si occuperà di realizzare un trascritto che verrà rielaborato, compreso e riassunto (Figura 1). Per l’utilizzatore finale questo processo sarà trasparente. Infatti a fine visita si ritroverà direttamente a dover revisionare il prodotto finale.

Workflow ambulatoriale di un AI Scribe

L’operatore clinico, durante la parte centrale della consultazione, dovrà distogliere l’attenzione dal suo interlocutore solamente per iniziare, eventualmente interrompere, e terminare la registrazione. Al termine della visita, l’operatore si dedicherà alla revisione e alla correzione del prodotto dell’AI scribe. Questo passaggio risulta essere essenziale perché, per quanto il modello possa essere accurato, una revisione dell’operatore è fondamentale per confermare le informazioni riportate.

Questa tecnologia non ha l’obiettivo di porsi come sostituto di una figura clinica, ma come uno strumento di supporto, appunto per aiutare, non sostituire.

Come avviene l’archiviazione del referto?

Il medico potrebbe iniziare la visita e concentrare tutte le sue attenzioni sul paziente, sentendosi rassicurato che a trascrivere il tutto ci penserà l’AI scribe. Idealmente l’ultimo step di questo flusso riguarda il trasferimento – in maniera automatizzata – del referto nella cartella clinica elettronica del paziente. I principali produttori di AI scribe offrono un’integrazione diretta con i principali software di cartella clinica elettronica, che poi a loro volta si occuperanno di rendere fruibile il referto per successive consultazioni.

Per sfruttare l’intera potenzialità di questo strumento, sarebbe ideale la presenza di un ecosistema medico informatico dove il classico referto stampato e consegnato in mano al paziente è solamente un ricordo.

Minor tempo dedicato alla documentazione equivale ad una maggiore produttività?

In questo studio1 condotto sull’utilizzo di AI scribes in un’importante clinica di Singapore, si è notato che:

  • il tempo dedicato alla produzione di documentazione clinica è ridotto;
  • la durata media complessiva delle visite è rimasta pressoché uguale;
  • il contatto visivo tra medico e paziente è considerevolmente aumentato.

La maggior parte dei pazienti coinvolti nello studio ha infatti percepito un maggior coinvolgimento del clinico nella prestazione rispetto ad un’ordinaria visita in cui lo sguardo dell’operatore è spesso rivolto verso il monitor, anziché verso il paziente.

Gli AI Scribes sono strumenti per creare impatto nella qualità delle visite, anziché nella produttività.

Quando il medico fissa lo schermo del computer invece di guardarci, è facile percepire la visita come un momento meccanico, privo di vera connessione. Per ottimizzare i tempi, i clinici ricorrono spesso a template precompilati che adattano di volta in volta al caso specifico – una pratica efficiente, ma che rischia di appiattire il valore dell’intera conversazione. Un referto generato direttamente dal colloquio, invece, restituisce quella dimensione narrativa: senza la rigidità di un modello fisso, il documento rispecchia davvero ciò che è stato detto, rendendo più facile per il paziente riconoscersi nelle parole scritte.

Una rivoluzione che parte dalla Svezia

Tandem Health2 è una giovane azienda nata nei paesi scandinavi con l’idea di modificare un dato significativo: il 40% del tempo dei clinici viene occupato da mansioni amministrative. Infatti, la quotidianità del clinico dovrebbe ruotare attorno all’attenzione per il paziente, non ad attività burocratiche. Il prodotto AI Scribe offerto da Tandem funziona direttamente con il microfono presente nel computer o nello smartphone (Figura 2).

Un operatore clinico interagisce con l'app Tandem Health su uno smartphone appoggiato su un carrello medico
Figura 2. Utilizzo di Tandem Health su smartphone durante una visita. Credits: Tandem

Per risultati ottimali l’azienda consiglia di utilizzare un microfono esterno realizzato ad hoc direttamente da Tandem e collegabile al PC tramite porta USB (Figura 3). Il sistema è accessibile direttamente dal sito web di Tandem Health, da PC o smartphone. Il funzionamento è semplice: l’operatore avvia la registrazione della visita – come se volesse salvare una traccia audio da riascoltare in seguito – e il resto avviene in automatico, in modo del tutto trasparente.

Microfono circolare nero con spia verde accesa posizionato su una scrivania bianca
Figura 3. Microfono esterno Tandem in uso durante una visita medica. Credits: Tandem

Tandem Health è un AI scribe pensato specificamente per la sanità, certificato CE come dispositivo medico di classe IIa. Il sistema non si limita a trascrivere il colloquio in modo strutturato: è in grado di suggerire al clinico un set di diagnosi codificate, segno che l’intelligenza artificiale non si limita a convertire il parlato in testo, ma ne comprende il contenuto clinico. A questo si aggiunge la compatibilità con oltre cento sistemi di cartelle cliniche elettroniche, che abbassa sensibilmente le barriere all’adozione. Sul fronte della privacy, il sistema non conserva le registrazioni delle conversazioni tra medico e paziente, operando nel pieno rispetto del GDPR; l’azienda dichiara inoltre di aver addestrato il modello su una varietà di accenti, dialetti e cadenze, per garantirne un utilizzo efficace in contesti linguistici diversi. Se mantenesse le promesse, Tandem potrebbe rappresentare una vera svolta: trasformare la refertazione in un’attività completamente hands-free.

Il caso di Humanitas

Come pubblicato sul loro sito3, l’istituto di ricerca con sede principale a Rozzano (Milano) sembra aver colto appieno le potenzialità di questa tecnologia introducendo l’utilizzo di Tandem Health all’interno dei propri flussi ambulatoriali. In questo modo, i dati che verranno raccolti in futuro ci potranno dire se l’utilizzo di AI scribes porterà i risultati attesi, restituendo tempo e qualità alla cura del paziente. Humanitas ha ormai da anni dimostrato una particolare attenzione ai temi legati all’intelligenza artificiale, infatti all’interno del loro polo accademico sono spesso coinvolti in progetti con tagli innovativi.

Conclusioni e prospettive future

Come ogni tecnologia emergente, gli AI scribes scontano ancora l’assenza di dati solidi che ne attestino l’efficacia su larga scala. Rimane aperta anche la questione dell’accuratezza sul vocabolario medico specialistico: se le correzioni necessarie fossero troppe, il vantaggio rispetto alla tradizionale digitazione svanirebbe. A questo si aggiunge una sfida generazionale non trascurabile – con un’età media degli specialisti italiani di 58 anni per gli uomini e 51 per le donne4, l’adozione di strumenti tecnologici innovativi potrebbe non essere immediata per tutti.

La speranza è che l’uso sul campo affini progressivamente questi modelli, trasformandoli in supporti sempre più affidabili. L’obiettivo ultimo è restituire tempo ai professionisti della salute – sottraendolo ai compiti burocratici per dedicarlo a ciò che conta davvero: uno sguardo in più, una parola in più, quella dimensione umana che le tempistiche strette tendono a sacrificare.

  1. JMIR Publications ↩︎
  2. Tandem Health ↩︎
  3. Humanitas ↩︎
  4. Banca Dati Ministero della Salute ↩︎

Fonti e approfondimenti

    • JIMR Publications - Impact of an Ambient AI Scribe Among Clinicians and Patients: Real-World Prospective Observational Time-Motion Study
    • Elsevier eBioMedicine - The impact of using AI-powered voice-to-text technology for clinical documentation on quality of care in primary care and outpatient settings: a systematic review
    • Humanitas - Adozione di Tandem in Humanitas
    • Cover Image - AI-generated and self-produced for IngegneriaBiomedica.org
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Informazioni autore

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Nevio Contursi

Ingegnere clinico di formazione, lavoro nel campo della sanità digitale. Sono curioso di tutto ciò che mette in connessione tecnologia e medicina, guardando sempre all’innovazione.

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