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Tecnologie di supporto

La realtà virtuale entra in sala operatoria: la chirurgia in diretta

Scritto da Isabella Maremonti

Il 14 aprile 2016, al Royal London Hospital, è stata condotta un’operazione di rimozione di cancro al colon considerato, chirurgicamente parlando, un intervento di routine per chi purtroppo viene interessato da un tumore di questa entità.

 

Ci si chiederà il motivo dell’attenzione volta a questo specifico caso: il medico chirurgo che ha effettuato l’operazione, il Dr. Shafi Ahmed, ha reso possibile la riproduzione in diretta dell’intervento in ogni sua fase consentendo, grazie alle tecnologie VR (Virtual Reality), a medici, infermieri e studenti di ogni parte del globo di assistere alla procedura. La tecnologia VR, nasce dalla volontà di integrare l’essere umano all’interno di realtà, virtuali appunto, come quelle di un videogioco ad esempio, per migliorarne l’esperienza sensoriale all’interno di esso. Questo stesso obiettivo, per motivazioni ben diverse rispetto all’esperienza del 3D Gaming, è stato associato alla branca della medicina.

 

L’esperienza medica nel mondo

Lo scopo del Dr. Ahmed, che già da tempo grazie all’avvento di nuove tecnologie si dedica al miglioramento della prestazione chirurgica, è quello di creare un’interfaccia nuova tra il medico che opera e chi ha la necessità di imparare da tali applicazioni. Infatti, la preoccupazione di creare una didattica interattiva nonché uno scambio di conoscenze tra specialisti del settore grazie a nuove tecnologie, deriva dal fatto che i giovani studenti di medicina hanno sempre meno opportunità di mettere in pratica ciò che apprendono dai libri perché diminuisce la possibilità di assistere agli interventi e, quindi, di perfezionare ed affinare quelle che sono conoscenze puramente teoriche.  Altra realtà, enormemente diffusa ma poco conosciuta che ha portato il Dr. Ahmed a sensibilizzare il tema della fruibilità della conoscenza medica e della sua pratica, è quella dei paesi in via di sviluppo o, purtroppo, in stato di guerra. Troppo spesso, infatti, medici che operano in condizioni di scarsa modernità, non sanno come affrontare specifiche emergenze chirurgiche per mancanza di attrezzature o per scarsa conoscenza degli aggiornamenti portati dalla scienza medica.

L’esperienza come uomo prima e come medico poi, ha portato il Dr. Ahmed a realizzare quello che è stato l’evento di rilevanza mondiale del 14 aprile 2016.

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La tecnologia applicata

L’intervento, conclusosi con successo in circa due ore, è stato condotto dall’equipe medica del Dr. Ahmed, beneficiando dei supporti messi a disposizione dalla compagnia Medical Realities, di cui Ahmed è co-fondatore, la quale ha fornito i dispositivi Oculus Rift e HTC Vive.

Entrambi questi due dispositivi, rientrano nelle novità che la tecnologia VR propone al giorno d’oggi. Nel caso dell’Oculus Rift si parla, in sostanza, di uno schermo da indossare sul volto (virtual reality head-set) come fosse una cuffia audio che riesce a riprodurre, su un campo di visuale abbastanza ampio, a elevata risoluzione ciò che l’occhio umano in quel momento sta osservando. L’HTC vive appartiene anch’esso alla categoria dei virtual reality head-sets: la sua grande potenzialità risiede nel fatto che riproduce, in una realtà 3D, l’ambiente che circonda chi indossa il dispositivo, consentendone una panoramica completa, con un movimento in ogni direzione dello spazio per poter percepire i minimi dettagli dell’ambiente.

 

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Il collegamento del grande evento tra sala operatoria e il mondo esterno  è stato realizzato grazie ad un’app (VRinORmessa a disposizione dalla Medical Realities per tutti gli smartphones compatibili con visori in VR e anche grazie a un sistema di Cardboard head-set, una piattaforma a basso costo proposta in commercio da Google utile alla riproduzione di riprese realizzate in VR. Gli smartphones vengono, quindi, inseriti in un vero e proprio involucro di cartone, munito di lenti biconvesse, specifiche per ottenere la massima risoluzione dell’immagine, da indossare poi come fosse una maschera.

Nell’arco dell’intero intervento, lo “spettatore” è stato quindi in grado di assistere ad ogni fase cruciale dell’operazione, potendosi realisticamente muovere all’interno della sala operatoria creando un filo comunicativo e didattico diretto.

Obiettivo raggiunto, di sicuro per ora. Infatti, le prospettive future sono ancor più interessanti. Basti pensare che, nel progetto di modernizzazione della pratica chirurgica portato avanti dal Dr. Ahmed, si prospetta anche l’impiego di guanti dotati di sensori in corrispondenza delle dita in modo da far percepire, a chi osserva, non solo la tecnica applicata ma proprio la manualità con cui condurla. Grazie a una connessione in rete 3G o 4G sarà quindi possibile immedesimarsi al 100% nel ruolo del chirurgo, potendone quindi apprezzare l’intera prestazione.  Un qualunque giovane studente o medico potrà giovare del video completo di un intervento di cui collezionare importanti risultati e conoscenze.

L’Italia e la realtà virtuale

Se è vero che a sponsorizzare l’uso della VR in ambito ospedaliero è un esponente londinese del campo medico, l’Italia in ogni caso non è da meno. Il nostro paese gode infatti di un ottimo livello di aggiornamento in termini tecnologici proprio in merito all’uso della ripresa VR per l’avvicinamento di giovani medici alla pratica chirurgica. Secondo quanto riportato dalle parole del Dr. Jean Daniel Rostan, chirurgo del Vein Care Team di Torino, è stato condotto un intervento su vena varicosa munendo il medico di un dispositivo Oculus Rift, in modo da ottenere la ripresa dell’esecuzione in diretta, consentendo a chi ne volesse usufruire, di non dover ricorrere a video registrati da terzi.  Per questo tipo di applicazioni innovative nella chirurgia è stato concepito un intero corso di formazione a riguardo tenuto dalla Scuola Internazionale “International Academy on Laser in Phlebology” (IALPh), interamente italiana e dedita proprio alla modernizzazione continua della pratica medica operatoria.

Insomma, mai come in questo caso è il caso di dirlo: il futuro è alle porte. Ciò che più colpisce in positivo di quanto visto finora è che la tecnologia promuove in tutto e per tutto l’abbattimento delle mura della distanza consentendo anche a pratiche delicate come quelle mediche, di essere condivise a livello mondiale, aprendo l’innovazione non solo al singolo, bensì a tutti coloro che possano farne davvero buon uso.

Ed ecco allora un piccolo assaggio della realtà virtuale in sala operatoria, una visione a 360° sulla chirurgia, un riferimento per il mondo intero.

Riferimenti:
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Informazioni autore

Isabella Maremonti

Laureata alla triennale in Ingegneria Biomedica all’Università Federico II di Napoli, da sempre si è interessata alla medicina e alle innovazioni ad essa associate. Nutre, infatti, interesse e curiosità particolari per le discipline che abbracciano lo studio della biomeccanica e dei tessuti del corpo umano.

10 commenti

  • Argomento interessante ed innovativo trattato con professionalità e chiarezza.
    Finalmente il sapere dei grandi luminari della medicina sarà  a disposizione di tutti i neolaureati /laureandi e non solo per pochi eletti.
    Complimenti alla dott. Maremonti per l’articolo

    • Grazie mille per aver letto l’articolo. Siamo molto fieri di quello che, nel nostro piccolo, stiamo facendo con questo progetto.

  • Argomento innovativo, trattato in maniera brillante! Essendo la medicina e la tecnologia in continua evoluzione saranno insieme la nuova frontiera della didattica medica, per unire sempre più studenti ed esperti e renderli partecipi di ogni progresso in maniera più viva.

  • Complimenti per il suo articolo ricco di contenuti esaustivi. Argomento innovativo e all’avanguardia nel campo dell’istruzione medica.

    • Grazie molte per aver letto l’articolo, cerchiamo di proporre quante più novità è possibile per poterle trasmettere a tutti.

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